Filippo e Fausto Tommasoli

A Silvio Tommasoli, allontanato dalla città dal regime fascista, negli anni Trenta succedono i figli Filippo (Verona 1910-1985), con alle spalle studi filosofici, e Fausto (Verona 1912-1971), pittore diplomato all’Accademia di Belle Arti.

Tutti e due avevano studiato anche al Conservatorio Musicale e questo in parte spiega l’assiduità con cui il loro atelier era frequentato non solo da artisti e poeti, ma anche da musicisti e cantanti, come gli amici Carlo Carrà, Orson Welles, Lucio Fontana, Giacomo Manzù... Arturo Benedetti Michelangeli, Maria Callas…

Filippo e Fausto, che hanno sempre firmato assieme le loro fotografie, hanno continuato a operare nella sede di via San Nicolò, dedicandosi con grande personalità e professionalità al ritratto, realizzando immagini soprattutto in bianco e nero, e al reportage culturale e del territorio, lavorando per Enti turistici in Veneto, Liguria, Campania, Sicilia... oltre che per la Cassa di Risparmio e la Banca Popolare di Verona, la Achille Lauro, la Metro Goldwyn Mayer... con numerosissime fotografie pubblicate in Italia e all’estero.

La loro attività artistica spazia dal nudo, genere in cui esprimono un linguaggio secco e essenziale, allo still-life, al paesaggio urbano. Si tratta di immagini ricche di cultura e di forza, complesse e a volte aggressive, sempre dense di tendenze e tensioni della loro epoca.

 

 

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