Morte e vita di Federico Borrell Garcìa

 

La terra è assolata e l’orizzonte si perde sulle colline. Non si puo morire per una fucilata in testa nel piatto silenzio di un foglio di carta! Nessuno intorno. Il sole negli occhi mi acceca quanto il sudore della corsa. Essere fermato all’improvviso. Sai di poter morire ma non te l’aspetti proprio lì in quel momento. L’affanno del respiro spezzato dall’urto secco del piombo che ti perfora il cranio. Rimango lì per sempre. Nè vivo nè morto. Mi ha sospeso il tempo quel clik di Leica. Sono uno still-life. Lo conosco bene il mio fotografo, Friedman o Capa come lo chiamano qui, e anche la sua Gerda. Piena di vita fino a quando un carro fascista la travolge che urla e scatta foto nell'assalto di Brunete. Siamo due simboli io e Gerda. Dei miei cinquanta compagni non ce n’è più uno attorno a me. Non sento le voci e l’avanzare dei passi. Niente fragore dell’artiglieria che siamo venuti a difendere. Tutto tagliato dall’obiettivo puntato su di me che sono davanti. L’unico colpito in fronte alle cinque della sera sul Cerro Muriano. Córdoba Andalucia il cinque settembre millenovecentotrentasei. Ho cercato di aggrapparmi alla vita con la mano sinistra ma è solo aria che stringo fra le dita contratte. Il fucile non lo mollo facilmente. So cosa vale. Fino a ieri ero un artigiano e so cosa vale il ferro del mestiere. Lo passi a chi viene dopo di te. Non finisco per terra. Rimango qui a mezzaria. Fermo e muto anche sulla copertina di Life dodici luglio millenovecentotrentasette cinquecentodiecimila morti in un anno di guerra civile in Spagna. Niente nome. Sono il morto in guerra per un ideale di libertà. Non come Gerda che per la libertà è stata uccisa in guerra senza una fotografia a sospenderle il tempo. A lei il venticinque luglio del Trentasette è rimasta una vita di ventisette anni. A me è rimasta la morte a ventiquattro. Lei ha lasciato molte fotografie della nostra storia. È una donna e gliele hanno scippate. Le hanno rifilate tutte a lui ma la verità altre donne la faranno venire a galla. È  una borghese istruita che ha conosciuto gente importante e famosa. Ha girato il mondo e avuto molte case. Io non ho avuto nulla e non lascio nulla. Due simboli diversi io e Gerda. C’è sempre chi è al di qua e chi al di là dell’obiettivo.

Sirio Tommasoli 20-10-08