L'Anima del Lago, Malcesine dal 9 giugno al 15 ottobre 2011

L’anima del grande lago. Ecco cosa andava cercando Silvio Tommasoli di fotografia in fotografia sulle sponde del Garda. Un Garda che si svolge da Bardolino a Malcesine, scomposto nel rigore delle inquadrature e che ora si ricompone in un viaggio ideale di anni e luoghi, arricchito delle immagini dei figli, Filippo e Fausto.
Sono paesaggi non ancora omologati ai modelli del consumo turistico, pregni del fluire della vita in ritmi cadenzati dai tempi della natura, ricca e povera assieme.
Inquadrature che colgono la fatica del lavoro quotidiano nelle corti delle contrade, negli antichi vicoli, sui moli dei porti, fra le vele e i remi delle barche. Percorrendo le sponde veronesi con bicicletta e macchina fotografica, Silvio nelle sue immagini ha cercato la poesia del quotidiano. Niente è cronaca e nessun legame cronologico interviene a cucire fra loro le immagini: un quotidiano di piccoli gesti riferiti, di atmosfere e atteggiamenti provocati con cura, di situazioni rubate al divenire della vita tenendosi quasi in disparte, in campi lunghi che disegnano i piani del paesaggio, come se tutto cadesse nell’inquadratura naturalmente, in una sorta di ordine prestabilito dall’inevitabilità dell’azione fotografica stessa.
Una raccolta di immagini, questa di Silvio, Filippo e Fausto Tommasoli, che dal 1920 procede per analogie e invita a un’osservazione attenta, a ritrovare e riconoscere, oltre alle località, l’anima antica del Lago di Garda.

 

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