SIRIO TOMMASOLI, l'opera proposta per Documenta 13


 

“There is no world without Verona walls” Progetto per una installazione interattiva
 

La scena
Le voci si alzano all’improvviso quando qualcuno si avvicina alla recinzione alta di legno nero, sul fondo del percorso. Escono dal buio e si rincorrono queste voci, si sovrappongono le une alle altre come le memorie agitate e discordanti che affollano la mente al risveglio dopo una notte di angoscia.
Chi entra si trova immediatamente fra le mura di una città storica: grandi strisce di fotogrammi luminosi segnano il percorso che porta al suo cuore in ombra. Le mura non hanno aperture perché le antiche porte, finestre e feritoie sono sigillate da tempo.
Per terra, nella ghiaia nera che evidenzia il rumore cadenzato dei passi, sono ammucchiati i rifiuti metabolizzati dalla città. Fra questi, due vecchi monitor che passano in continuo due video diversi.


I due video
- La registrazione in diretta dell’omicidio di Nicola a Verona, ripreso da una telecamera di sorveglianza alle due del mattino. Ucciso a ventinove anni perché portava i capelli lunghi. Perché era diverso dalle teste rasate che, per questo, l’hanno assassinato a pugni e calci.
- La registrazione di un campo di spighe che si muovono appena, in modo quasi impercettibile. Una traccia del respiro lieve dell’universo che si ripete imperturbabile all’infinito.


Le voci
Sono quelle discordi del risveglio della città. Si odono solo quando ci si avvicina alla recinzione di legno. Più gente si avvicina, più sono le voci che parlano. Si manifestano, si sovrappongono e si interrompono col muoversi del pubblico.


L’illuminazione
Le mura della città sono light box, luce principale della scena.


Il titolo
“There is no world without Verona walls”
(da William Shakespeare, Romeo and Juliet, Act 3, Scene 3)

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